Il Gruppo Sinestetico al lavoro!
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- 2025-07-14 16:03:22
Per i 130 anni dalla nascita di Kurt Schwitters (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017, intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion Lautania Virtual Valley” a Kurt Schwitters e Marcel Duchamp che riassumono egregiamente il concetto di indagine intesa come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono mondi e immaginari collettivi.
14° Biennale Architettura Venezia 6 giugno- 23 novembre 2014 Italy
Da Rem Koolhaas ci si aspetta sempre molto. Il suo è un nome altisonante nel panorama internazionale e per la sua Biennale l’intero archiworld era in fermento per vederne i risultati .In questo importante palcoscenico mondiale ne descriviamo gli aspetti di questa 14° Biennale Architettura Venezia 2014 e Biennale Danza in concomitanza .
È per questo che la mostra Elements of Architecture al padiglione centrale dei Giardini si rivela un po’ una delusione e difficilmente potrà appassionare gli addetti ai lavori. L’operazione è messa in piedi magistralmente: in mostra non l’architettura ma i suoi elementi, scomposti, in parte destrutturati e ricomposti.
Porte, finestre, muri, balconi, ascensori, soffitti, scale, maniglie, corridoi, facciate, finti caminetti fino ad una serie sulla storia degli orinatoi vecchie “comode” dai nostri giorni sino al periodo romano tutti riletti, ripassati e presentati in parte dal punto di vista tecnologico e in parte dal punto di vista estetico. Ma per apprezzarla un architetto medio deve uscire dalla propria ottica ed entrare in un’altra, più mainstream, altrimenti il rischio è di associare la mostra a una specie di Salone del Mobile. Solo se si cambia il punto di vista si può apprezzare questa operazione radicale, dipinta come teorica ma, in fondo, forse un po’ superficiale.
Il padiglione italia “Innesti Grafting”,(curato da Cino Zucchi) rispecchia la più radicale espressione degli architetti su questa contemporaneità , molti gli artisti presenti con i lavori , dalla foto , al video ,ai plastici ecc.
Interessante è il bellissimo collage di Davide Rapp ha realizzato estraendo da filmstorici scenecon assensori scale , porte , finestre , corridoi , bagni , balconi , serrature sedie , tavoli , dal titolo “Elements”.
Padiglioni cui citiamo per innovazioni , la Polonia ,Svizzera , Emirati Arabi Uniti , Turchia, Albania ,Brasile ,Russia e Finlandia,Cile,mentre Israele, come da qualche anno a questa parte, si conferma tra i più poetici.
Particolarmente interessante il Padiglione Venezia , con l’originalissima istallazione dei disegni di Daniel Libeskind .
Inventiva e ironia accomunano i padiglioni di Francia e Gran Bretagna con entrambi le loro installazioni , la Repubblica del Kossovo con una grande installazione come una grande torre costituita da 720 sgabelli
La Svizzera ,ha scelto di portare avanti quest’anno nel Padiglione Svizzero alla XIV Biennale di Architettura di Venezia con il suo curatore Hans Ulrich Obrist Il suo progetto poliedrico infatti punta l’attenzione, a partire da una retrospettiva omaggio ai due autori, alla recente architettura come strumento per comprendere il futuro.
E’ sempre l’Arsenale che offre le proposte più stimolanti , si assapora l’arte a 360°, tra l’altro in questa edizione è concomitante anche Biennale Danza che si innesta con piacere tra le opere e tra i progetti espositivi d’architettura , non mancano video , plastici , foto , installazioni e progetti che rispettano la visione del mondo dell’architettura e dell’urbanistica attuale.
Così Virgilio Sieni, direttore della Biennale di Danza a Venezia, novità principali di questa Biennale d’Architettura diretta da Rem Koolhaas: il rapporto stretto di collaborazione tra le tante biennali veneziane.
La giuria di “fundamentals” ha scelto il padiglione coreano “Crow’s Eye View” per la straordinaria capacità di presentare un nuovo corpus di conoscenza dell’architettura urbanistica in una situazione polita particolarmente delicata .
Leone d’oro alla carriera alla canadese Phyllis Lambert , Leone d’argento al padiglione Cileno alle artiglierie dell’Arsenale , menzioni al Canada , Francia , Russia.
Pubblico , giornalisti , addetti ai lavori , architetti , critici ecc molto numerosi , la biennale chiuderà il 23 novembre 2014








All the World’s Futures
Venezia (Arsenale e Giardini), 9 maggio – 22 novembre 2015
(vernice 6, 7 e 8 maggio 2015)
Aperta alla stampa dal 6 al 7 maggio mentre al pubblico da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2015, ai Giardini della Biennale e all’Arsenale e in varie sedi nel centro storico di Venezia , la 56. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo All the World’s Futures, è diretta da Okwui Enwezor e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.
La Mostra sarà affiancata da 89 Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 5 i paesi presenti per la prima volta: Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica del Mozambico, Repubblica delle Seychelles. Altri paesi partecipano quest’anno dopo una lunga assenza: Ecuador (1966, poi con l’IILA), Filippine (1964), Guatemala (1954, poi con l’IILA).
Il Padiglione Italia in Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la PaBAAC - Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee - sarà curato quest’anno da Vincenzo Trione.
Gli Eventi Collaterali ufficiali ammessi dal curatore e promossi da enti e istituzioni internazionali sono 44, mostre e iniziative in vari luoghi della città.
La Mostra All the World’s Futures formerà un unico percorso espositivo che si articolerà dal Padiglione Centrale (Giardini) all’Arsenale, includendo 136 artisti dei quali 89 presenti per la prima volta, provenienti da 53 paesi. 159 sono le nuove produzioni realizzate per questa edizione.
Consegnati i Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale alla Repubblica dell’Armenia
Commissario: Ministero della Cultura della Repubblica dell’Armenia. Commissario Aggiunto: Art for the World Europa, Mekhitarist Congregation of San Lazzaro Island, Embassy of the Republic of Armenia in Italy, Vartan Karapetian. Curatore: Adelina Cüberyan von Fürstenberg. Sede: Monastero e Isola di San Lazzaro degli Armeni
Leone d’oro per il miglior artista della mostra All the World’s Futures a Adrian Piper
The Probable Trust Registry: The Rules of the Game #1–3 (USA, 1948; Arsenale, Corderie)
Leone d’argentoper un promettente giovane artista della mostra All the World’s Futures a Im Hueng-Soon Factory Complex (Corea del Sud, 1969; Arsenale, Artiglierie)
Biennale , palcoscenico mondiale dell’arte contemporanea, da anni L’arsenale per il suo luogo propone sempre qualcosa che possa sbalordire pubblico e addetti ai lavori , ma non da meno altri padiglioni ai Giardini.
Le buone proposte si possono vedere anche in vari padiglioni sparsi nella città storica di Venezia , citiamo alcuni di cui abbiamo visitato tra questi le Filippine a Palazzo Mora rappresentato dall’artista Josephine Turala con le sue calzature-sculture indossabili fatte di cartucce e pallottole , il pubblico ne poteva indossare levandosi le proprie e appunto indossandone quelle dell’artista ,Carole A. Feuerman , di Ono Yoko, Lawrence Weiner ,Daniel Buren, Hermann Nitsch il Padiglione della Mongolia per la prima volta espositivo alla biennale con l’artista Enkhbold Togmidshiirev e la curatrice e commissaria Gantuya Badamgarav.
Ospite d’onore invitato al padiglione delle Filippine l’artista e direttore della London Biennale (David Medalla filippino e il curatore Adam Nankervis ) . Medalla ad agosto sarà ospite per un convegno proprio al padiglione delle Filippine.
Segnaliamo anche l’ottimo padiglione della Macedonia con gli artisti Pristina Ivanoskae Yane Calovski , la curatrice Basek Senova e alla sua coordinatrice Giada Pelliccari , il Giappone (splendida e suggestiva installazine ) , la Russia , come sempre ben rappresentata , gli Usa , la Gran Bretagna , Slovena, Brasile ,Francia , Islanda, Lussemburgo , Azerbaijan, Turchia , l’Argentina con l’artista performer Bellesteros Ernesto , il padiglione Italia curato da Vincenzo Trione ben rappresentato tra gli artisti segnaliamo l’opera di Marzia Migliora.
Alcuni collaterali , Congratulations di Patricia Cronin e Koen Vanmechelen , Sean Scully e Land Sea a Palazzo Falier , My east is west a Palazzo Benzon , Materia Celeste Scoletta della Bragora presente la brava Marialuisa Tadei, Fronties Remagined Castello 1610 , Roberto Sebastian Matta , The Pool NYK Palazzo Cesari , Tagore Foundation International , per ricordare Padiglione Tibet , concomitante alla biennale , ottimamente curato dall’artista Ruggero Maggi augurandoci che prima o poi possa entrare ufficialmente alla biennale veneziana nella sua libera indipendenza nazionale di stato asiatico , buona fortuna .
Gruppo Sinestetico (Albertin , Sassu , Scordo)
http://www.literary.it/dati/literary/G/gruppo_sinestetico/all_the_worlds_future_2015.html
http://www.1fmediaproject.net/2015/05/16/all-the-worlds-future-56-biennale-di-venezia/
http://www.lobodilattice.com/mostre-arte/56-biennale-darte-venezia-2015

Servizio editoriale Les Rencontres d’ Arles de Photographie (F) 2013
1 Jullet -22 septembre 2013
Come ogni anno da luglio a settembre, immancabile un giro in provenza per gli incontri di fotografia di Arles, il festival più importante ed innovativo al mondo. Ques’anno alla 44° edizione.
La prima settimana di luglio, apertura del festival, vede il mondo della fotografia internazionale, invadere i vicoli della piccola cittadina provenzale. Schiere di professionisti o solo amatori passano da una location all’altra per visitare le ben 50 mostre ufficiali. Tra ex capannoni per ricovero treni, chiese sconsacrate o luoghi di interesse storico artistico. Ce né per tutti i gusti.
Il titolo di questa edizione, Arles in Blackgià svela il concept. Una dedica alla fotografia in bianco e nero, ed un modo per riscoprirla nell’era del digitale.
Molte le mostre che richiamano il tema, e a mio avviso forse troppe le mostre dedicate al passato, forse questa volta poca innovazione, ma sempre impossibile non trovare qualità e qualcosa d’interessante.
Per gli amanti del reportage immancabile la retrospettiva di Sergio Larrain,
fotografo cileno dell’agenzia Magnum (1931-2012), nella cattedrale di Sainte-Anne.
Sempre sul tema interessante l’esposizione di Gordon Parks (1912-2006) al parc des ateliers,
che ripercorre la storia Americana dagli anni quaranta molto spesso con una personale ironia. Per uscire un po’ dagli schemi il bianco e nero contrastato di Daido Moriyama,
fotografo d’avanguardia giapponese, forse sminuito dall’allestimento.
Sempre giapponese ma molto più concettuale, Hiroshi Sugimoto
con dei paesaggi minimali ed astratti, in questo caso molto valorizzati dall’allestimento all’espace Van Gogh ed una seconda mostra con un lavoro a colori commissionato da Hermès nella chiesa di Saint-Blaise.
Uniche nel suo genere le fotografie del finlandese Arno Rafael Minkkinen
al parc des ateliers, che da svariati anni fotografa il suo corpo inserito nel paesaggio creando un tutt’uno con esso. Molte foto ma tutte interessanti e fantasiose, naturalmente tutto in bianco e nero.
Immancabile la fantasia per Gilbert Garcin,
fotografo francese che dopo la pensione decide di frequentare un workshop di fotografia proprio ad Arles, e diventa famosissimo creando un mondo surreale dove il protagonista è se stesso, sempre al al parc des ateliers.
Stessa location per Jean-Michel Fauquet,
con la mostra intitolata: ”le grand separateur” : una delle esposizioni più interessanti. Con fotografie di grande formato dove l’autore ci svela un mondo onirico, quasi post atomico. Creato da personaggi fiabeschi, qualcuno ricorda i quadri di Bacon. Da sculture o allestimenti molto cupi da lui stesso costruiti in cartone (anch’essi esposti). Molto valido anche l’allestimento che grazie alle sculture e all’illuminazione arancione, porta il visitatore a far parte di una nuova dimensione. Veramente consigliata.
Da segnalare all’eglise des Freres-Prècheurs
l’esposizione più installativa che fotografica del cileno Alfredo Jaar che ripercorre con immagini ed installazioni alcune figure ed eventi politici dei nostri tempi.
A pochi metri dal Rodano, a le Chapelle de Méjan, imperdibile l’esposizione dell’artista italiano dell’arte povera, Giuseppe Pennone.
Svariate fotografie di performance che ripercorrono tutta la sua carriera e qualche installazione.
Da segnalare inoltre
i paesaggi astratti di Antoine Gonin, i ritratti contro il razzismo di Pieter Hugo, il bel lavoro di Cristina de Middel che immagina degli astronauti africani, i giardini del nostro Alessandro Imbriaco, e l’istallazione splendida di Erik Kessels che stampa tutte le foto inserite in un giorno su Flickr e ne riempie completamente una stanza.
Espositivi al Parc des Ateliers.
Antonio Sassu Matteo Albertin e Gianluca Scordo
partecipano al premio del libro con i libri : UTOPIA e MINIMO
Ma Les rencontres non è solo questo..
Conferenze, Letture di portfolio, workshop, premio del libro, notte dell’anno con le proiezioni delle agenzie internazionali e se non bastasse il festival Off, che anche quest’anno offre innumerevoli mostre in location a volte impensabili, ma dove è possibile trovare autori molto validi.
Sempre del festival Off da non perdere la notte della Rouquette. Il quartiere si anima per tutta la notte con proiezioni, mostre anche in case private, aperte solo per l’occasione e musica in tutte le vie, immancabile la Paella.
Tra una mostra e l’altra è possibile incontrare vari personaggi della fotografia internazionale o magari semplici appassionati con cui condividere le proprie impressioni. Per i più fortunati, qualche collezionista o gallerista interessato al vostro lavoro… chissà!!
Per chi decidesse di fare un giro ad Arles per il festival consiglio di mettere in programma qualche visita fuori porta. La Provenza e la Camargue, offrono moltissimo. Non lontano si può visitare Avignone, Gordes, Aix en Provence, Russillon, Fontaine de Vaucluse e molto altro (13).
Molto vicino ad Arles possiamo visitare Lex Baux de provence
dove oltre al paesino medioevale meraviglioso, troviamo la Cattedrale dell’immagine. Un’ex cava di tufo dove all’interno vengono proiettate immagini in movimento con musica di vari temi. Difficile da descrivere ma da restare a bocca spalancata quando si entra… attenzione!! Fa freddo!
Bonne Visite!!!
I sinesteti (Albertin , Sassu, Scordo) www.grupposinestetico.it
servizio redazionale sulla 13°Biennale architettura Ve 2012
13. Mostra Internazionale di Architettura. Common Ground

la 13° Mostra Internazionale di Architettura, altrimenti conosciuta come la Biennale di Architettura, che rimarrà accessibile al pubblico fino al 25 novembre 2012. L'esposizione quest'anno porta il titolo “Common Ground” e svilupperà la tematica della condivisione di suolo, patria e stile tra gli artisti coinvolti. L'ingresso unico permette di accedere liberamente agli spazi adibiti ai Giardini e all'Arsenale di Venezia.
"Common Ground" è il titolo della rassegna che ha come direttore una celebrità nel campo architettonico: David Chipperfield, archistar inglese. La sede come al solito è ai Giardini di Castello e vede presenti 41 paesi , compresi Perù, Kosovo e Kuwait che partecipano per la prima volta alla rassegna ,ad Alvaro Siza il Leone d'oro alla carriera
Continuando una tendenza ormai consolidata, questa esposizione non tratta solo di progetti architettonici in senso stretto in quanto la interdisciplinarietà si ripropone anche in questa Biennale che ospita oltre ai lavori di architetti e artisti, filmati con apporti da parte di filmmakers scrittori, scienziati, allo scopo di offrire ai visitatori lo sguardo più completo e soddisfacente su tendenze, idee, fantasie, in una sinergia alla quale non è estranea la riflessione filosofica e l’analisi scientifica. Il significato del tema scelto è stato spiegato dal Presidente della Biennale Paolo Baratta. "Common Ground " è un termine intraducibile, un legame fra il territorio e il contesto dell’architetto che deve rappresentare in modo vistoso il committente e lasciare un segno di sé. La mostra sottolinea rapporti e relazioni che legano grandi architetti e giovani generazioni, luoghi e spazi degli edifici. "Common ground" inteso come spazi della città, il contesto politico e sociale dell’architettura, cercando di porre un termine alla tendenza al monopolio dei architetti di fama mondiale e dei loro progetti, anche se slegati dal contesto urbanistico in cui debbono inserirsi, lasciando spazi e visibilità alle nuove generazioni di architetti.
Ma l'architettura e' costruita dagli architetti e l'idea del common ground e' proprio quella delle differenti posizioni, delle differenti anime che si uniscono. Al di la' dei padiglioni dei singoli Stati, il nucleo della mostra sono dunque le corderie dell'Arsenale, dove Chipperfield ha raccolto, in un interessante percorso, una singolare raccolta di progetti cartacei, plastici, installazioni, spesso in apparente contrasto tra di loro, ma, nel loro complesso, ottimamente rappresentativi delle tante sfaccettature assunte dall'architettura . Il Padiglione Italia all’Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la PaBAAC - Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee è curato da Luca Zevi . All’esterno l’Italia del Riciclo dell’artista Michelangelo Pistoletto.
Il grande architetto britannico Norman Foster dà il segno anche al percorso delle Corderie con “Gateway”, l’installazione luminosa che avvolge i visitatori con i nomi degli individui che dall’antichità ai giorni nostri hanno influenzato le nostre concezioni architettoniche e urbanistiche, insieme alle immagini in movimento delle nostre realtà urbane.
Ai Girdini il padiglione del Giappone con il progetto di recupero di un’isola distrutta dal recente tsunami giapponese a cui lavora Kazuyo Sejima, che ha preceduto Chiiperfield alla guida della Biennale Architettura. Ma se la sua è stata una mostra elegantemente minimalista, quella di Chipperfield ci riporta nel pieno del dibattito su cos’è oggi l’architettura contemporanea, non solo una sommatoria di architetti.
Il risultato è una mostra appassionante, tesa, vibrante, mirabilmente impostata, nei 69 progetti selezionati, tra il Padiglione Centrale dei Giardini e l’Arsenale, dalle Corderie alle Artiglierie , molto interessante il padiglione della Russia che ha dimostrato la sua capacità di proporre soluzioni ad alto livello tecnologico e di eccellenza architettonica. Grande contributo alla menzione va sicuramente riconosciuto all’allestimento fatto di pannelli QR dell’artista Sergei Choban e curato da Kostantin Chernozatonsky.
La mostra è inframezzata dal contributo di artisti, come Olafur Eliasson - con le sue ultime installazioni sperimentali su tema della luce , Shifting Ground all'Arsenale , La China con l'artista Tao Na propone la sua città costruita con centinaia di magneti sovrapossti , quindi immagigine modificabile. Diciotto sono le mostre collaterali presentate insieme all’esposizione principale. Come già avvenuto nelle ultime edizioni, anche quest’anno nonostante ai Giardini si siano aggiunti gli spazi dell’Arsenale, si è dovuto ricorrere come sedi ausiliarie ad alcuni Palazzi veneziani. L’architetto Ole Scheeren ha avuto l’originale idea di realizzare "Arcipelago Cinema" nella Darsena Grande all’Arsenale, cioè una zattera auditorium progettata per galleggiare sul mare, palcoscenico originale per la proiezione del film Against all rules del regista Horst Branderburg. Dal Veneto ai paesi arabi, dai "Finding Country" degli aborigeni australiani presi ad esempio di relazione fra abitanti e spazio, alla rievocazione storica proposte dal Fai al Negozio Olivetti in Piazza San Marco, o dal padiglione Mexico in Campo S. Lorenzo alle Neoavanguardie cinetiche, alla caotica e affascinante Hong Kong vista nel suo oscillare fra memoria e conservazione del passato e tensione e trasformazione verso il futuro, le proposte sono innumerevoli e capaci di soddisfare qualunque curiosità tecnica e estetica .Come l'avvenimento ospitato alla Fondazione Giorgio Cini, "Carlo Scarpa. Venini 1932-1947", curata da Marino Barovier, che attraverso 300 opere ricorda il percorso creativo di Scarpa negli anni in cui il grande architetto e designer lavorò come direttore artistico della vetreria Venini. O quello della Vetreria 'Seguso' a Murano, che dal 27 agosto al 10 settembre aprirà al pubblico ogni notte le porte della propria fornace, alla scoperta dell'alchimia che trasforma la sabbia nel nobile materiale trasparente il maestro svedese del vetro d’arteBertil Vallien , presenta oltre 60 delle sue opere presso gli spazi di Palazzo Cavalli Fianchetti sede dell’istituto veneto delle scienze lettere e arti Campo S. Stefano . Sempre in tema di architettura, richiamerà poi grande curiosità la mostra a Marghera dedicata al progetto della Torre Lumiere, il grattacielo di 250 metri d'altezza, tutto vetro e acciaio, che lo stilita Pierre Cardin vorrebbe 'regalare' alla città
Gruppo Sinestetico 30 agosto 2012
http://www.sognoelektra.com/fiere_e_biennali/commonground_di_davidchipperfield.html








