Il Gruppo Sinestetico al lavoro!
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- 2025-07-14 16:03:22

La 55. Esposizione Internazionale d’Arte in Venezia , si è inaugurata il 29-30-31 maggio per la stampa, dal 1°giugno al 24 novembre 2013 ai Giardini e all’Arsenale è stata aperta al pubblico, e allargata in vari luoghi di Venezia.
Il titolo scelto dal direttore Massimiliano Gioni per la 55.Esposizione Internazionale d’Arte è :
Il Palazzo Enciclopedico
La Biennale d’Arte si propone ancora una volta nella forma”duale”definita una grande Mostra internazionale diretta da un curatore scelto a tale fine le partecipazioni nazionali (così Paolo Baratta ha introdotto la 55. Esposizione Internazionale d’Arte) ricordando che i padiglioni dei paesi sono una caratteristica molto importante della Biennale di Venezia , ha definito questa Biennale una mostra di ricerca.
Il modello stesso delle esposizioni biennale nasce dal desiderio di concentrare in un unico luogo gli infiniti mondi dell’arte contemporanea. Un compito che oggi appare assurdo e inebriante quanto il sogno di Auriti e del suo Palazzo Enciclopedico come scrive Masimiliano Gioni(il direttore coi suoi 40 anni è il più giovane nella storia dell’istituzione), il Padiglione Centrale lo rappresenta in tutto.
I Leoni d’oro alla carriera sono stati attribuiti con cerimonia di consegna l’1 giugno ai Giardini e all’Arsenale all’artista austriaca Maria Lassnig e all’artista italiana Marisa Merz nella 55.Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia.
Curiosissima l’idea dell’artista tedesco John Bock ai giardini delle tese,con una installazione percorso in cui si arriva alla meta una teca di vetro illuminata, dove all’interno gira una larva viva.
Il Padiglione Italia curato da Bartolomeo Pietromarchi (Vice Versa) ci ha fatto dimenticare la pochezza della precedente biennale del 2011, mentre in questa edizione il Padiglione Italia è ben rappresentato e intelligentemente impostatosi sul raffronto/confronto tra gli artisti.
Oltre alle opere di Ghirri , Vitone , Arena , Favelli , Maloberti , Paolini, Tirelli , Bartolini , Grilli, Benassi , Barucchello, Xhafa, vogliamo segnalare per l’opera altamente concettuale di Piero Golia nei giardini del padiglione, l’opera si presenterà , appunto, come un cubo in cemento, piuttosto poroso e dunque, relativamente friabile. La caratteristica di questa malta del tutto inedita, nella colata di cemento infatti l’artista ha disciolto nell’impasto di acqua e pozzolana un considerevole quantitativo di polvere dell’oro, per un controvalore superiore ai 60mila euro un monolite grigio, ma venato e screziato di venature dorate che risplendono al sole. Implicazioni sull’attuale momento economico, sul rapporto con la ricchezza, la sua solidità , il suo impiego con annessi e connessi. Ecco finalmente il tanto discusso e atteso Padiglione della Santa Sede , splendidamente rappresentato da Studio Azzurro , il fotografo Kudelka e l’artista Lawrence Carrol.
Il padiglione Cina a nostro parere tra i migliori , come pure Russia , Spagna , Olanda ,queste nazioni si distinguono particolarmente , ma suscitano interessi e curiosità molti altri padiglioni , da citarne alcuni come la Turchia con il videoartista Ali Kazma padiglione curato da Emre Baykal , al Belgio , Angola (presente alla biennale per la prima volta e già vincitore del Leone d’Oro ) , Kuwait , Costarica, Ungheria , Indonesia , Sudafrica , Svizzera , Usa,Turchia , Padiglione Venezia , Maldives , Kosovo, Slovena, Austria ,Iceland , Asia Centrale, e Galles (curatore Cramerotti).
Sono 48 gli eventi collaterali alla 55. Esposizione Internazionale d'Arte intitolata quest'anno I
" Il Palazzo Enciclopedico". Gli eventi collaterali ammessi dal curatore Massimiliano Gioni sono organizzati in numerose sedi della citta' e propongono un'ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la mostra di Venezia. Si segnalano in particolare : Glasstress di Adriano Berengo , Thomas Zipp ,Libri d’acqua Antonio Nocera , Lawrence Weiner The grace of a gesture , Noise- Ex Magazzini San Cassian ,Overplay curato da Massimiliano Bazzanella , Ai Weiwei disposition , e qualche evento organizzato in concomitanza alla Biennale di buon interesse il Padiglione Tibet curato da Ruggero Maggi a Santa Marta Congressi dal 1 giugno al 7 settembre , la performance 4’ 33” Silence Loop di LIUBA o il bagno in canale della performer cinese Xiao Lu .
http://www.literary.it/dati/literary/G/gruppo_sinestetico/55_esposizione_internazionale_d.html
http://www.lobodilattice.com/mostre-arte/55esposizione-nazionale-darte-venezia-2013
Il GRUPPO SINESTETICO (Albertin , Sassu , Scordo)





Les Rencontres d’Arles 2012 International Photography Festival (F)
Les Rencontres d’Arles si inaugura dal 2 all’8 luglio, l’evento avrà termine il 23 settembre 2012 .Un evento fotografico mondiale, una delle più grandi celebrazioni della fotografia che rappresenta l'eccellenza fotografica nel mondo. Arles è un Festival particolarmente essenziale per la fotografia Quest’anno, alla 43°,sono rappresentate 60 esposizioni e altri numerosi eventi situati in tutta la città. (molti i collaterali).
Les Rencontres d'Arles attira fotografi, amministratori, galleristi, artisti, editori della fotografia da tutto il mondo.
Molte sono le esposizioni in città e nella periferia, come la mostra nell'abbazia medioevale di Montmajour, o al Museo dell'antichità romana, all’interno di questo, un’interessante esposizione sulla storia della fotografia dalla scoperta fino ai primi anni del novecento.
Le mostre si possono visionare ad ogni angolo della città. A Place della Republique si può visitare la grande mostra di Josef Kudelka nella chiesa gotica sconsacrata di Saint-Anne, nell’opposta piazza, al Cloitre Saint-Trophime, l'interessante mostra storica degli archivi Alinari di Firenze e al Palais de l’Archeveche la collezione di Jan Mulder, sguardo sulla fotografia Latino-Americana, nella quale eccede una bella opera del brasiliano Vik Muniz. Degna di nota nella Eglise de Trinitaire l’esposizione del francese Gregoire Alexandre che espone le sue particolari foto di moda con una originale installazione.
Come nelle passate edizioni anche in questa, le opere più interessanti (un paio sbalorditive) si possono visitare al Parc des Atelier (da sempre si paragona questo luogo d'arte al nostro Arsenale veneziano utilizzato per le biennali).
Da segnalare certamente Vincent Fournier, le due belle installazioni della Isabelle Le Minh, a seguire le grandi foto della Mireille Loup visibili con gli occhiali tridimensionali, proseguendo con le foto di Barreyre Estelle, di Letitia Sufflet , e gli originali ritratti a grande formato della Aurore Valide, tutti eseguiti all’interno di abitazioni torinesi.
Sempre al Parc Des Ateliers, interessante workshops Reflexions Masterclass diretta da Giorgia Fiorio con interessanti opere della Martina Bacigalupo, la bella installazione di Giovanni Presutti, le belle foto di Nicolò Giudice, Sirio Magnabosco, Modo, Gianni Cipriani e Pietro Paolini, ottimo il video del francese Mehdi Meddaci e Sebastian Calvet, per citare alcuni dei numerosi video presenti al festival, altri in visione alla Nuits Photographiques e alla Roquette.
All'esterno l’originale installazione di Nicolas Henry con pezzi di pianoforte, legni e oggetti vari appesi alla rinfusa, bello anche il suo libro.
Tra le mostre e gli avvenimenti in città, si può ricordare per particolare interesse la SFR young talents , le foto della giovane fotografa francese Julie De Waroquier e del fotografo inglese John Trackway esposte alla Rue de ponte des Arenas, da vedere anche i giovani fotografi Wip 2012” la bella mostra nella Eglise Saint-Julien.
Splendida la mostra dell’israeliano Amos Gitai, Stimolante la bella personale di Gianluca Gamberini dal titolo "Cinecittà" in Rue des Arennes, da non perdere la bella esposizione dell'AFI (Archivio Fotografico Italiano Busto Arsizio Varese) con una decina di noti fotografi italiani in una bella installazione, a seguire la bella mostra personale di Melena Staub.
Durante il periodo della manifestazione si posso incontrare personaggi noti nell’ambito della fotografia mondiale, nell’occasione abbiamo dialogato con alcuni; Renè Burri, Gianni Berengo Gardin, Martin Parr, J.C. Lemagny, Paolo Pellegrin, Nicolas Henry, Claude Nori, Julie de Waroquier, Serge Assier, Antoine D’Agata, H.Abbas, Alex Majoli, ecc.
Arrivederci alla prossima edizione
Il Gruppo Sinestetico
Alcuni siti , giornali ,link ecc dove è stato publicato :
http://www.lobodilattice.com/servizio-editoriale-les-rencontres-arles
http://www.murmurofart.com/testo-1.asp?Progr=12771
Gruppo Sinestetico "VOTA ANTONIO!" 2013 Montegrotto T. (PD)
Gruppo Sinestetico "Ceeky/Sfacciati" 2015 Montegrotto T. (PD)
Gruppo Sinestetico "AEREA" 2003 Rosignano (LI)
Cena Sinestetica 2001 Spello PG
Take a number
Synaesthetic Wall
Aperta al Pubblico
Concerto Sinestetico 2007 Padova
Quartetto BERTHOMIEU
Arles Fotografia, Les Rencontres Arles Photographie
Anche quest’anno siamo presenti in Francia, nella città di Arles, dove si svolge l'importante Festival Internazionale della Fotografia, Les Rencontres Arles Photographie 2010; qui siamo anche inviati speciali per "Literary" e per "Art a part of cult(ure)".
Arles (Francia) dal 3 luglio al 19 settembre 2010
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La fotografia digitale, analogica o realizzata attraverso contaminazioni linguistiche oltre che tecniche è l'oggetto della manifestazione che in questa edizione, in particolare, fa l’occhiolino anche alle arti visive: performance, pittura, installazioni con più mezzi, molti video. Si evidenzia, anche, una maggior presenza di opere fotografiche, realizzate essenzialmente con la fotocamera digitale o analogica, o dandosi con la polaroid, su carta ma anche su alluminio, cartone, forex, legno, plexiglass, metalli, con diverse tecniche tra le quali il collage; molte le proiezioni video, sia pubbliche che in luoghi privati, ambientate con musica di sottofondo o strettamente in sinergia con lo scorrere di frame. Non viene meno, nemmeno in questa edizione della kermesse francese, l'uso della manipolazione o del più minimo ritocco attraverso l'ormai immancabile Photoshop, trasformando un lavoro di fotografia in un'opera mista. E' interessante, quest'anno, notare l'aumento della varietà delle tematiche trattate da diverse ottiche: non solo legate alla singolarità degli autori ma in qualche misura conesse a una sensibilità nazionale. Ecco quindi un proliferare di immagini di vita urbana, focalizzata molto nell'architetture sia alta, di qualità progettuale ed estetica, sia più banale, dei più disparati luoghi del pianeta; consueta è la presenza di ritrattistica e del paesaggio, la focalizzazione del gruppo sociale, il privato; non mancano la moda e gli effetti estetici - attraverso la luce - e gli aggregatori sociali quali la musica e lo sport. E' più intenso lo sguardo su complessità tematiche come la prostituzione, la tossicodipendenza, la guerra, la povertà nei sobborghi di grandi metropoli, accanto a trattazioni di genere e sull'omosessualità. La vita nei paesi africani e nei paesi asiatici si dipana attraverso immagini tranquillizzanti oppure più dure; c'è, si vede e incide, l'inquinamento, il disagio, l'alienazione, e la politica è a volte controcanto, altre soggetto privilegiato. Tutti questi sono i temi favoriti della fotografia contemporanea e dominanti nel mercato dell'arte della fotografia che questa autorevole festa della Fotografia. Che pare, anche, una sorta di Biennale veneziana, con le sue proposte nei padiglioni, o con i suoi spazi simili all’Arsenale, come il grande Parc des Ateliers (vecchi depositi di treni dall'architettura industriale dei primi novecento) o gli storici palazzi del centro di Arles, nelle sue chiese e cattedrali sconsacrate - in stile gotico o medievali (sappiamo bene che Arles è stata fondata dai romani con una splendida arena e altri grandi monumenti romani...).
Proprio in una di queste chiese gotiche, la Sainte-Anne, si poteva visitare una grande mostra del novantenne artista argentino Leon Ferrari (Leone d’oro alla 52 Biennale di Venezia 2007): oltre alle numerose opere inedite, alle fotografie e ai suoi oggetti ironici, era esposto il suo famoso cristo crocefisso sopra l’aereo da bombardamento americano, lavoro presentato alla stessa Biennale veneziana.
In corso, parallelamente, c'era una mostra particolare: la retrospettiva del padre di Leon, Augusto Ferrari (1871-1970), pittore di origini italiane, che realizzava moltissimi scatti di modelli e modelle. Questea vecchie fotografie, ottocentesche, servivano come base per comporre scene di ogni genere per i suoi quadri, che egli dipingeva magistralmente.
Interessante la foto-installazione, nella chiesa medievale Eglise des Freres Precheurs , della fotografa francese Annette Messager che usava oggetti quali vestiti, materassi etc. intersecati a sue foto.
Nello spazio Martin du Mejan, segnaliamo due belle esposizioni: una retrospettiva di Mario Giacomelli (nato e morto a Senigallia a 78 anni), di professione tipografo e grandissimo fotografo; al piano di sopra, la mostra dell’artista Peter Klasen, pittore-fotografo del quale sono proposte opere pittoriche pop-eggianti e di grandi dimensioni, accanto a fotografie delle sue opere, sempre in grandi dimensioni e in alta definizione.
Bella la mostra Polaroid Empiril! nelle vicinanze dello spazio Van Gogh: tra gli artisti, il francese Nicola Delogne, Andy Warhol, Oliviero Toscani, Franco Fontana, Mario Schifano...
Interessanti le mostre agli spazi des Ateliers: quella del fotografo canadese Michel Campeau, con splendide grandi foto di immagini casuali modificate negli spazi da lui fotografate, o le composizioni con oggetti fotografate un pò ovunque. Altrettanto belle le foto di Ernest Haas, Michael Ackerman, Marcos Lopez (argentino, con foto-sirenetto), Sylvia Balhause (installazione fucile-bersaglio) e della particolare installazione a terra (pavimento) della fotografa americana (N. Y.) Marlo Pasqual che ha presentato un ritratto femminile trapassato da parte a parte da un neon.
Da segnalare, tra i video proposti nella manifestazione, alcune realizzazioni con sequenze di foto, altri veri e propri filmati di azioni, performances, storie varie e video-corti; alcuni autori più interessanti: Haas Ernest, Erik Kassel, Christian Marclay. Quest'ultimo ha proposto un ottimo video sui tiri al poligono, con elaborazioni di spari e di immagini da vari filmati con armi, che ha evidenziato la simultaneità tra visione e sonoro (gli spari, secchi, aggiaccianti) attraverso quattro videoproiettori. Altri video di buon interesse: dell'israeliano (ma vive a New York) Gilar Ratman, che aveva un video di una performance con alcune persone nude che infilavano la testa in una sua grande foto di paesaggio; le teste si vedevano frontali, inizialmente; poi la foto girava e mostrava, nel retro, le... chiappe dei modelli. Intensi gli otto minuti del video del belga Dominique Besson, intrigante il video dei ritratti dell’argentina Sebastian Mauri o quello dell’americano Christian Marclayche legava con una lunga corda al suo furgoncino la sua chitarra, una mitica Fender: collegata all’amplificatore, veniva trascinata ovunque, per strade sterrate o asfaltate, per campi, sul deserto; simultaneamente, Marclay riprendeva questo trascinamento registrandone anche il suono provocato dai magneti della chitarra con il casuale contatto al suolo fino alle streme conseguenze, inevitabili: la distruzione della chitarra!
Diversi ma tutti eccellenti i video dall’artista fotografo iraniano/olandese Paolo Wood , del brasiliano Marco Godinho , del cubano Francis Alys, dell’americano Peter Hutton (presente con tre video), dell’inglese Luke Fowler con 44 minuti registrati presso l’hotel Cloitre; altro ottimo video è quello dell’americano Leigh Ledare: sull’erotismo, sulle sofferenze, sul pianto, la disperazione e il dolore.
Molti anche i video e foto presenti nel padiglione Promenade Rock dedicato ai musicisti , da Mick Jagger e ai Rolling Stones ai tanti gruppi rock degli anni Sessanta Settanta, o da personaggi gravitanti nel sistema musicale di quei anni, artisti e fotografi del calibro di Andy Warhol, Robert Mapplethorpe, Jamie Reid , Jean Pigozzi, Billy Name, Dan Graham ecc.
Particolarmente curiose e interessanti le foto dei fotografi Brian Monaco & William Nathan, i ritratti di Keiki Fahara, le due grandi foto fatte ai raggi X di Xavier Lucchesi, Jean Pigozzi, Kasuo Sinohara, la "Iridimensionevisione" dove si dovevano usare degli occhiali speciali per il 3D e tutte le immagini erano scelte e direzionate con un mouse dallo spettatore stesso. Particolare attenzione meritavano le foto del fotografo italiano Luca Zanier accorpate in Meetings # 1, fino al 15 agosto in corso a Le Magasin de Jouets sempre ad Arles.
Nei giorni tra il 3 e il 12 luglio si sono succeduti anche convegni, seminari, dibattiti, accanto a letture di porfogli, Premi: una vivacità propositiva, questa, che ha coinvolto artisti, fotografi, critici, giornalisti e operatori di settore che hanno testimoniato la grande salute del linguaggio e dello specifico fotografico. Tra le molteplici manifestazioni, la Nuit de la Roquette, con ben 32 proiezioni in tutta la città (in gallerie, piazzette, rioni, scuole, nei cinema) sino alle prime ore dell’alba coinvolgendo tutto e tutti.
Al Parc des Ateliers un Padiglione era dedicato all’Editoria e alle Gallerie: per l’Italia erano presenti Magazine + wave Photogallery , Zoom e le gallerie Steidl Brancolini Grimaldi di Roma/Firenze e Carla Sozzoni e Forma di Milano.
In questa autorevole kermesse francese si è notata l'ampia partecipazione del Fotoclub Padova, con oltre 15 fotografi dell’associazione, molto presenti e ben indirizzati dal suo presidente Mario dal Molin e già frequentatori - almeno alcuni di questi - di Arles da parecchi anni, come Gianluca Scordo, Francesco Danesin, Piero Alfonsi, Loriano Meggiato, Denise Muraro, Roberta Lotto, Ornella Francou , Sandro Nalin ...
Nella Galerie Photos Guillosson Thomas 1 Rue Vauban (al Centro storico in Arles) è in esposizione fino a settembre anche un'opera di chi scrive; il Gruppo Sinestetico, appunto, propone una particolare foto su tessuto 60 x 90... Dopo questo conflitto d'interessi spudorato e giocoso, passiamo ad altro, citando alcune situazioni collaterali: della Ecole Nationale Superieure de la Photographie e, come di consueto, del Museo Ken Damy di Brescia (presso l’Hotel Forum in pieno Centro di Arles) con opere fotografiche di Giacomelli, Rafael Navarro, William Ropp e l'immancabile Ken Damy stesso. Egli è, anche, da anni, l’organizzatore dell'allegra e sempre ben riuscita Festa degli italiani: nell'area-piscina dell’hotel Forum e con degustazione di cibi italiani e vino del bresciano. Nota di colore e mondanità a parte, l'evento ha aperto una porta sull'eccellenza e il Made in Italy.
Ancora a proposito del museo Ken Damy e della Fotografia: l'istituzione organizza a Brescia la Biennale Internazionale della Fotografia–Brescia titolata Tra pittura e fotografia e in corso dal 2 al 24 settembre 2010.
XII Mostra Internazionale di Architettura
Biennale di Venezia 2010, People meet in architecture
A dirigere questa edizione, in programma fino al 21 novembre, c'è l'architetto Kazuyo Sejima
Sabato 28 agosto è stata inaugurata a Venezia la XII Mostra Internazionale di Architettura Città d’arte e sfide estreme. Quest'anno la direzione, a differenza degli anni precedenti, non è affidata ad un critico o storico del settore, bensì ad un architetto: la giapponese Kazuyo Sejima. La Sejima, che nel maggio scorso ha vinto il premio Prizker, nobel dell'architettura, è la prima donna a dirigere questo settore della Biennale della città lagunare. Il tema scelto per questa edizione è “People meet in architecture”. Insieme ai cerimoniali per l'inaugurazione, sabato sono stati assegnati i premi ufficiali: il Leone d'oro per il miglior progetto alla mostra “People meet in architecture” è stato assegnato a Junya Ishigami e associati; Il leone d'oro per la migliore partecipazione nazionale è stato vinto dal Regno del Bahrain, mentre quello alla carriera è andato a Rem Koolhaas.
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«La nostra cultura e la nostra economia sono globali. Tutto ciò ha cambiato le condizioni materiali del nostro presente, ma anche il modo in cui lo concepiamo. In questo contesto, l'architettura ha il potere di aprire nuovi orizzonti». Con queste parole Kazuyo Sejima curatrice della XII Mostra Internazionale di Architettura, ha precisato come intende concepire la progettazione e la costruzione degli spazi: unicamente in relazione all'utente. Non più, dunque i riflettori puntati sugli “archistar” (divenuti negli ultimi anni più simili a celebrità hollywoodiane che a tecnici creativi), o su i committenti, ma sugli uomini, i fruitori che vivranno nello spazio costruito perché, come afferma ancora Sejima, «l'architettura la fa l'utente finale».
Architettura 2.0
Una filosofia architettonica quella proposta nella biennale del 2010, molto vicina alle dinamiche contemporanee della società e alla realtà multimediale, in cui diversi livelli si intrecciano, senza gerarchie. Il mondo del web 2.0 sembra aver aperto le porte ad una architettura 2.0, in cui lo spazio può essere modificato da chi lo vive, o da chi ne interagisce. Un'architettura plurale, molteplice e soprattutto dinamica, aperta al cambiamento attuato dal dialogo tra ambiente e società. Del resto durante la conferenza stampa la curatrice ha dichiarato che viviamo nella «società post-ideologica. Siamo parte di una rete. La comunicazione mediata condiziona le relazioni interpersonali».
Il padiglione Italia: "AILATI. Riflessi dal futuro"
Architettura 2010 guarda alle periferie.
La mostra è dislocata tra il Palazzo delle Esposizioni e l'Arsenale, lungo un percorso non nettamente delineato. Sono 48 i partecipanti e 53 i padiglioni nazionali, tra cui quello Italiano diretto da Luca Molinari. Il tema del Padiglione è “AILATI. Riflessi dal futuro”. Ailati è un gioco di specchi sulla parola Italia, attraverso cui si cerca un nuovo sguardo sull'architettura, che permetta di vederla come un'arte civile, attenta ai bisogni reali della gente. Il padiglione è organizzato in tre sezioni, secondo la logica temporale “passato, presente, futuro”: la sezione “Amnesia nel presente. Italia 1990-2010” è una riflessione sugli ultimi vent'anni dell'architettura del nostro paese, “Laboratorio Italia” invece rappresenta il cuore del padiglione, con proposte innovative per il presente ed infine “Italia 2050” è uno sguardo immaginario sul futuro.
In questa Biennale Architettura propongono sperimentazione , poca architettura (intesa come plastici) ma molti suggerimenti umanistici , ed è un bene perché l’uomo deve rimanere al centro dell’architettura , questa architettura da capire e da interpretare , per poi mettersi al suo servizio.
E’ una Biennale che profuma di legno fresco, alla riscoperta della natura , come nel padiglione della Repubblica Ceca e di quella Slovacca , così pure odora di legno anche l’esordiente Ruanda , ai magazzini del sale rivolto a riutilizzare le loro materie prime le loro risorse ,
Odora invece di essenze mediterranee quello greco (padiglione sinestetico) con ambienti profumati dalle loro spezie , o dai prodotti di quella terra “sinestesia” , come si visiona dai loro video .
Alle Artiglierie dell’Arsenale, con il progetto espositivo Re/Mixed, organizzato da Malaysia
External Trade Development Corporation (MATRADE) in collaborazione con Malaysian
Institute of Architects
Gli eventi collaterali
La XII edizione della biennale di architettura propone anche attività collaterali, per creare un legame duraturo con il pubblico, che non si fermi alla singola visita. Sono in programma i “Sabati dell'architettura”, incontri settimanali con i curatori delle passate edizioni e “Destinazione Biennale di Venezia”, progetto rivolto alle Università e agli Istituti di formazione, che mira a far divenire la biennale, non un'esperienza unicamente estetizzante, ma luogo di ricerca e di avanzamento per gli studi del settore e non.
il progetto SISMYCITY è Evento collaterale della 12. Biennale di Architettura e
comprende:
“Provincia Italiana” , laboratorio per ripensare il territorio con incontri , workshop e
conferenze nelle provincie di Vicenza Venezia Padova e Treviso durante la biennale
architettura 2010 con programmi dal 2 settembre al 19 novembre.
Spazio Thetis con l’artista Renato Meneghetti e altri SISMYCITY. L’Aquila 2010 nella
Loggia Foscara di Palazzo Ducale, formata da una
sessantina di fotografie realizzate nel corso di un anno di lavoro dai fotografi fuori_vista,
introdotte da una composizione di 800 immagini riguardante la mappatura della zona
rossa.
Il Padiglione Venezia ai Giardini ospita, in occasione della 12.Mostra Internazionale di Architettura della
Biennale di Venezia, un doppio omaggio "veneto": ad uno scultore, Toni Benetton, e ad un architetto, Toni
Follina. Ne sono curatori Carlo Sala e Nico Stringa. A promuoverlo sono la Regione del Veneto e il Comitato
per il Centenario di Toni Benetton.
GRUPPO SINESTETICO (Albertin , Sassu , Scordo)